Ecologia Politica, anno 26mo, numero 12, 30 dicembre 2016

Sommario n.12/2016

Editoriale. Il referendum, la democrazia e l’ambiente – Giovanna Ricoveri

Il 2016 si è chiuso con la sconfitta politica del governo di Matteo Renzi, sancita sia dalla elevata partecipazione al referendum del 4 dicembre sul progetto di riforma della Costituzione italiana nata dalla Resistenza (quasi il 70 per cento degli aventi diritto) sia dalla netta prevalenza dei NO (60 per cento dei votanti). A un mese di distanza dal voto, non vi è ancora stata una analisi ‘politica’ delle cause di questa sconfitta, e cioè dei problemi irrisolti e delle politiche che sarebbero necessarie per affrontarli. Non è forse azzardato dire che questo referendum è una occasione persa – è come se non ci fosse stato. Ne parliamo in questa sede, per evitare che su tutto questo cali il “grande silenzio”, come questa fase è stata definita dai media.

Continua a leggere…

La difesa dell’ambiente è l’altra faccia della lotta alla globalizzazione – Giorgio Nebbia

La politica ha (dovrebbe avere) la funzione di soddisfare i bisogni delle persone: bisogni di cibo, di acqua, di abitazione, bisogno di respirare aria pulita, di salute, di informazione e istruzione, di mobilità, di dignità e libertà, eccetera. Per soddisfare questi bisogni, anche quelli apparentemente immateriali, occorrono cose materiali: frumento e mulini, acquedotti e gabinetti, cemento e vetro per le finestre, libri e banchi di scuola, letti di ospedale, veicoli e strade, eccetera.

Continua a leggere…

L’assalto mafioso ai parchi – Tonino Perna

Il tentato omicidio del presidente del Parco regionale dei Nebrodi non è un fatto isolato, anche se finora in nessun parco naturale si era giunti a tanto. Quest’inverno una testa di capretto mozzata è stata appoggiata sul cofano dell’auto del presidente del Parco d’Aspromonte, che aveva già subito negli anni scorsi diverse minacce (con relativi proiettili in buste consegnate dal postino). Ed in passato anche i presidenti del Parco del Pollino, del Salento e del Vesuvio, che faceva abbattere le case abusive, avevano subito minacce. Ma, l’assalto più pesante, anche se poco conosciuto, è quello che le aree protette subiscono in tutto il mondo a causa di questo modello di sviluppo.

Continua a leggere…

Come pensa la classe dominante – Raul Zibechi

La crisi continua a rivelare tutto quello che nei periodi di normalità rimaneva celato. Anche i progetti strategici della classe dominante, il suo modo di vedere il mondo, la scommessa principale che fa per continuare a essere classe dominante. È questo, a grandi linee, il suo obiettivo centrale, quello al quale subordina tutto il resto, comprese le forme capitaliste di riproduzione dell’economia.

Continua a leggere…

Agricoltura di pianura in trasformazione – Pier Paolo Poggio

La ricerca di Massimo Ceriani, che da tempo e con passione si occupa delle trasformazioni dell’agricoltura, è incentrata su quel che sta avvenendo nelle campagne a ridosso di una delle più grandi concentrazioni urbane d’Europa. Emerge qui una prima contraddizione: a poca distanza spaziale o anche intrecciati tra di loro coesistono mondi che sembrano appartenere a epoche diverse. Da un lato il ritorno a forme di agricoltura pre-moderne, addirittura un’agricoltura selvatica, dall’altro il flusso continuo delle merci provenienti da ogni angolo della terra, sullo sfondo la nuova skyline di Milano disegnata dalle archistar.

Continua a leggere…

Il golpe brasiliano e la tragedia della riforma agraria – Joao Pedro Stedile

E’ finito un altro anno. Il 2016 è stato una tragedia per la riforma agraria. Abbiamo perso! Ancora un anno nella lotta per vedere la terra distribuita meglio, per un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura rivolto agli interessi del nostro popolo. E perché dico che è stato un anno perduto? Perché abbiamo passato l’intero anno in una lotta politica che ha portato a un golpe mediatico, giuridico e del congresso brasiliano che ha destituito la presidente Dilma Roussef, eletta democraticamente. E con i golpisti che hanno assunto il potere sono rappresentati in maniera totale gli interessi dell’agribusiness, dei latifondisti, delle grandi corporation transnazionali dell’agricoltura, che ora controllano il congresso, il potere giudiziario e i media corporativi.

Continua a leggere…

Chi era Fidel – Eduardo Galeano

I suoi nemici dicono che è stato un re senza corona e che ha confuso l’unità con l’unanimità. E in questo i suoi nemici possono anche avere ragione. I suoi nemici dicono che se Napoleone avesse avuto un giornale come il “Granma”, nessun francese sarebbe stato messo al corrente del disastro di Waterloo. E in questo i suoi nemici possono anche avere ragione. I suoi nemici dicono che esercitò il potere parlando molto e ascoltando poco, perchè era più abituato agli echi che alle voci. E in questo i suoi nemici possono anche avere ragione.

Continua a leggere…

Giuseppina, l’utopista concreta – Eleonora Martini

C’erano i comunisti, c’erano i liberali, c’erano i riformisti, le femministe, i movimentisti, c’era perfino qualche “fricchettone” e qualche timido ambientalista. E poi c’era lei. Un ponte tra tutte queste culture e molto di più. Nella redazione di via Tomacelli – erano gli anni ’80 – in quel collettivo di donne e uomini opinion maker della sinistra estrema italiana, che quasi intimorivano i giovani militanti che si avvicinavano per la prima volta a quel consesso eretico per antonomasia, Giuseppina Ciuffreda spiccava per un’intelligenza che appariva subito complessa, ricca di spiritualità, colpiva per la forza, il coraggio, per la sua umanità. Intellettuale, scrittrice e giornalista «atipica», radicale ma non settaria, colta, non solo erudita, e sempre molto curiosa, aperta, visionaria, «capace di visione strategica e quindi politica nel significato più alto del termine», eretica tra gli eretici.

Continua a leggere…

Video. Punto di non ritorno (Before the Flood) – National Geographic

Dal regista premio Oscar Fisher Stevens e dall’attore premio Oscar e Messaggero della Pace per conto dell’ONU Leonardo DiCaprio, Punto Di Non Ritorno presenta un affascinante resoconto sui drammatici mutamenti che si verificano oggi in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici, assieme a ciò che tutti noi, come individui e come società, possiamo fare per prevenire una fine catastrofica della vita sul nostro pianeta.
Il film-documentario segue DiCaprio nel suo viaggio lungo i cinque continenti fino al Circolo Polare Artico, con le interviste ai grandi scienziati, gli incontri con i più importanti leader mondiali, attivisti e residenti locali per acquisire una più profonda comprensione di questo problema complesso e indagare soluzioni concrete per la sfida ambientale più urgente del nostro tempo.