Ecologia Politica, anno 28mo, numero 01-02, gennaio-febbraio 2018

Sommario n. 01-02/2018

In questo numero – Giovanna Ricoveri e Giovanni Carrosio

In apertura, un editoriale sulle cause della crisi, che anche al Forum di Davos del 2018 sono state identificate con le diseguaglianze socio-economiche, senza considerare la rimozione della natura di cui il sistema capitalistico ha bisogno per alimentare il profitto di pochi e non per soddisfare i bisogni dei più. Seguono due contributi (Giovanna Ricoveri e Paolo Grossi) sulla nuova normativa dei domini collettivi che ribalta la legge del 1927, che ne disciplinava l’eliminazione: è una legge importante anche perché si inserisce nel pluralismo giuridico, sostiene Paolo Grossi. L’intervista di Gianluca Carmosino a Massimo De Angelis permette a De Angelis di raccontare il suo ultimo libro, “Tutti i beni in comune”, apparso nel 15mo Rapporto sui Diritti Globali, “Apocalisse umanitaria” (Ediesse). Subito dopo, Giorgio Nebbia commenta il libro di Michele Citoni e Catia Papa, “Sinistra ed ecologia in Italia, 1968-1974”, pubblicato come quaderno della rivista “Altrovecento n.35. Segue un ampio intervento di Roberto Finelli, sul libro di Pier Paolo Poggio, “La rivoluzione russa e i contadini. Marx e il populismo rivoluzionario”, ristampato con questo titolo dalla Jaca Book nel 2017. Dopo alcune segnalazioni, in particolare quella del testo scritto da Giorgio Nebbia, “Erano andati a sciare”, pubblicato dalla rivista .eco, uno Speciale sull’economista e sociologo, professore universitario James O’Connor, fondatore del network di riviste “CNS, Capitalismo Natura Socialismo” morto nel novembre 2017, con contributi della moglie Barbara Laurence e di Saed, il direttore di CNS-Usa, Joan Martinez Alier, Alfredo Agustoni e Giovanna Ricoveri.

Un altro modo di possedere – Giovanna Ricoveri

A novant’anni dalla legge fascista sugli usi civici n. 1766 del 1927 che normava la liquidazione delle terre gravate da usi civici, il Parlamento italiano ha approvato a fine novembre 2017 la legge n.168, “Norme in materia di domini collettivi”, che capovolge quella impostazione e riconosce “i domini collettivi, comunque denominati, come ordinamento giuridico primario delle comunità originarie”. Ai domini collettivi viene ora riconosciuto il diritto di autonormazione e di gestione del “patrimonio naturale, economico e culturale”, che fa capo alla base territoriale della proprietà o dominio collettivo e alle comunità originarie, e cioè ai soggetti titolari dei diritti di uso civico o facenti parte della proprietà collettiva.

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Intervento al Coordinamento regionale della proprietà collettiva del Friuli-Venezia Giulia – Paolo Grossi

Il testo di Paolo Grossi sotto riportato, è il suo intervento al Coordinamento regionale delle proprietà collettiva del Friuli-Venezia Giulia, tenutosi a Trento il 24.12.017, in occasione della ristampa, quarant’anni dopo, del suo libro del 1977, “Un altro modo di possedere”, tradotto in molte lingue ed esaurito in Italia. Questo intervento ci pare importante non solo perché parla della recente legge sui domini collettivi e gli usi civici, che segna una inversione di 360 gradi rispetto alla precedente disciplina del 1927; ma anche perché racconta l’evoluzione del diritto verso il “pluralismo giuridico” che il Codice civile del 1865 aveva negato e che oggi rinasce, in coerenza con la tendenza alla valorizzazione di tutte le differenze – di genere, biologiche, politiche.

Link all’intervento di Paolo Grossi
Legge 20 novembre 2017, Norme in materia di domini collettivi

L’arcipelago di commons – Marco De Angelis intervistato da Gianluca Carmosino

In ogni angolo del mondo emergono pratiche che aprono spazi di imprevedibilità: nuove forme di aggregazione politica rifiutano, in modi differenti, il dogma del profitto, sottraggono al mercato tempo, relazioni e saperi, per porre le fondamenta di un autentico e variegato movimento. È quello che alcuni chiamano arcipelago dei commons, a cui Massimo De Angelis ha dedicato il suo ultimo libro, Omnia sunt communia (2017), pubblicato in diversi paesi. Secondo Peter Linebaugh, uno dei più autorevoli storici dei beni comuni, si tratta di un testo “profondo e sorprendente” che ha imposto De Angelis “come una voce importante nella discussione mondiale sui commons”. Di seguito, una conversazione con Massimo De Angelis, apparsa nel 15° Rapporto sui Diritti globali “Apocalisse umanitaria” (Ediesse).

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Sinistra ed ecologia nel dopo-’68: una bella sintesi – Giorgio Nebbia commenta Michele Citoni e Catia Papa

Il numero 35, 2017, della rivista telematica “Altronovecento”, pubblicata dalla Fondazione Luigi Micheletti e dal Museo dell’Industria e del Lavoro MusIL di Brescia, contiene un libro di Michele Citoni e Catia Papa di particolare interesse perché esplora una delle pagine meno note della contestazione ecologica fra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta del Novecento.

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I germogli di una nuova società – Roberto Finelli commenta PierPaolo Poggio

In questo anno (2017), centenario della Rivoluzione sovietica, appare quanto mai utile la ripubblicazione da parte della Jaca Book (con l’aggiunta di un’ampia e approfondita nuova introduzione) del libro di Pier Paolo Poggio, “La rivoluzione russa e i contadini. Marx e il populismo rivoluzionario (LXXXII, pp.308, euro 25)”.

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Special Rapporteur on Extreme Poverty & Human Rights, Statement on a visit to the Usa – Philip Alston

I have spent the past two weeks visiting the United States, at the invitation of the federal government, to look at whether the persistence of extreme poverty in America undermines the enjoyment of human rights by its citizens. In my travels through California, Alabama, Georgia, Puerto Rico, West Virginia, and Washington DC I have spoken with dozens of experts and civil society groups, met with senior state and federal government officials and talked with many people who are homeless or living in deep poverty. I am grateful to the Trump Administration for facilitating my visit and for its continuing cooperation with the UN Human Rights Council’s accountability mechanisms that apply to all states.

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Economic Growth & Cancer Incidence – T. Luzzati, A.Parenti, T. Rughi

Why do we observe increasing rates of new cancer cases? Is the increasing burden of cancer mainly the outcome of higher life expectancy and better life conditions brought about by economic development? To what extent do environmental degradation and changes in life-styles play a relevant role? To answer these questions, we empirically assessed the relationship between per capita income and new cancer cases (incidence) by using crosssectional data from 122 countries. We found that the incidence rate of all-sites cancer increases linearly with per capita income, even after controlling forpopulationageing,improvementincancerdetection,andomittedspatially correlatedvariables.If higher incidence rates in developed countries were merely due to those factors, and not also to life-styles and environmental degradation, we would have found a flat or even an inverted-U pattern between per capita income and cancer incidence. The regression analysis was applied also to the eight most common site-specific cancers. This confirmed the existing evidence on the different patterns in rich and poor countries, explained the pattern of the estimated relationship for aggregate cancers, and gave some other interesting insights.

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Erano andati a sciare. E altri racconti di geni, invenzioni e lotte per la salute e per l’ambiente – Giorgio Nebbia

Una raccolta di scritti di Giorgio Nebbia. «Una autarchia va oggi praticata», scrive Giorgio Nebbia, «perché abitiamo tutti in una unica “nazione”, il pianeta Terra, i cui confini sono chiusi: possiamo trarre quello che ci occorre soltanto dal suo interno e la “nazione planetaria” soffre degli stessi limiti che affliggevano i paesi in guerra nel secolo ventesimo. Contare sulle proprie forze, fare di più con meno, non sono capricci ma linee della politica economica da adottare nel ventunesimo secolo.»

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I Miracoli del Petrolio in Basilicata: Fango Nero, Argilla Rossa e Palle di Fuoco – Lorenzo Pellegrini

SPECIALE JAMES O’CONNOR

James Richard O’Connor (20 aprile 1930 – 12 novembre 2017) Remembering the Founder of Capitalism Nature Socialism – Barbara Laurence & Saed

My respect and loyalty for Jim is grounded in his political activism during his days in Cuba helping to stabilize the revolutionary government; his leaving relatively safe New York for the dangers awaiting his bus caravan to the South during the Freedom Rides; and his part in organizing the Faculty Against the War during the horrible days of Viet Nam. Through the eyes and devotion of his many graduate students, and those who looked to him for leadership in the world of academia and publications, my pride grew from becoming the chosen one who gained his trust to a partnership of more than thirty years.

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In memory of ‘my’ James O’Connor – Joan Martinez Alier

Before I met Jim O’Connor in person some time in early 1989 in the beautiful campus of Santa Cruz of the University of California, I had read already his anticipatory book “The Fiscal Crisis of the State” of 1973 and the introduction that he wrote to the first issue of “Capitalism, Nature, Socialism” in 1988 on the “second contradiction of capitalism”. He edited this journal with Barbara Laurence for some years, until bad health made him to stop. The journal continues to this day, and from the beginning it was a sister journal to Ecología Política (published in Barcelona by Editorial Icaria and its director Anna Monjo), Ecologie Politique (issued in France by Jean-Paul Deléage), and Capitalismo Natura Socialismo (the Italian journal edited by Giovanna Ricoveri). These alliances have endured until today.

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Dalla crisi fiscale dello stato alla seconda contraddizione del capitale – Alfredo Agustoni

James O’Connor è ben conosciuto, prima che per la sua proposta di un approccio “ecomarxista”, per la sua analisi della crisi fiscale dello stato. Di qui, l’estrema attualità di un autore che cerca di esaminare, dal punto di vista di un marxismo “critico”, problemi che al tempo in cui scrive sono “emergenti” e che oggi sono autentiche “emergenze”. In entrambi i casi, O’Connor osserva come il capitale esporti le proprie contraddizioni fuori dai ristretti confini della produzione, per ritrovarsi ad affrontarle quindi nel proprio ambiente: la produzione capitalistica funziona, da un certo punto di vista, come la macchina di Carnot, incapace di generare movimento senza esportare disordine al di fuori dei propri confini.

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Il marxista atipico della rivoluzione ambientalista – Giovanna Ricoveri

James O’Connor (1930-2017), professore emerito di sociologia ed economia alla University of Santa Cruz in California, è morto il 12 novembre 2017 nella sua casa di Santa Cruz. Accademico e studioso militante neo-marxista, da sempre impegnato nelle battaglie per la giustizia sociale nel mondo e per l’integrazione razziale negli Stati Uniti, ha scritto testi fondamentali per la comprensione del capitalismo, essenziali per capire e contrastare la “catastrofe” chiamata capitalismo.

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