Ecologia Politica, anno 26mo, numero 8, 29 agosto 2016

Sommario n.8/2016

Editoriale. Appello per una moratoria internazionale delle Olimpiadi – Enzo Scandurra

Siamo entrati nella terza guerra mondiale, a bassa intensità, così le parole di Francesco sul mondo in fiamme. Ci sono guerre dappertutto: in Africa, in Siria, in Iraq, in Afghanistan. Siamo in guerra con la Natura e con i suoi ecosistemi di supporto alla vita. Ci sono guerre nelle città e dove la guerra non è stata proclamata, come in Europa, ci sono le aggressioni del capitale finanziario che distrugge ancora più spietatamente popoli e paesi (Grecia docet). E c’è ancora l’ideologia liberista che ha scatenato una competizione darwiniana di ognuno contro tutti: guerre dei ricchi contro i poveri, guerre di poveri contro migranti.

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Dialogo con Giorgio Nebbia – Bruno Notarnicola

Nebbia: da ragazzo volevo fare l’ingegnere, poi per vari eventi, quando ancora ero studente, un giorno ho messo piede in un Istituto di Merceologia, quello del prof. Walter Ciusa nell’Università di Bologna. Non sapevo neanche che cosa fosse la Merceologia e poi, piano piano, ho capito che era qualcosa che aveva a che fare con le cose che si producono, che si comprano e che si vendono e che aveva anche degli aspetti tecnici, scientifici, chimici. Mi sono così laureato in chimica e, a poco a poco, un po’ imparando e un po’ insegnando, ho compreso la bellezza di questa disciplina che ho praticato per tutta la vita.

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Cambiare i trattati, non la Costituzione – intervista a Maurizio Landini di Roberto Ciccarelli

Il segretario generale della Fiom-Cgil: «Voterò No al referendum costituzionale in autunno. Prima ancora che su Renzi è un giudizio su una riforma sbagliata. Bisogna riaprire un ragionamento sul lavoro e i diritti. E nel 2017 ci sarà la consultazione chiesta dalla Cgil contro il Jobs Act» «Anziché battersi per avere qualche flessibilità di bilancio il governo dovrebbe chiedere la riscrittura dei trattati europei che hanno imposto l’austerità» A giugno la crescita è stata azzerata. Invece dell’1,2% annunciato dal governo, nel 2016 il Pil sarà dimezzato: +0,6%. La seconda metà dell’anno rischia di essere negativa per l’economia italiana.

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Viaggio nel cuore della Somalia – Domenico Quirico

Da quando ho deciso di tornare in Somalia, a Baidoa, provo una inquietudine strana come il senso di un oscuro pericolo. Di un pericolo che sia in me, dentro la mia coscienza. Qualcosa è nell’aria che mi mette in sospetto. Sto forse per attraversare la frontiera di ciò che intimamente non deve esser ricordato o raccontato, che è meglio resti sepolto in nebbie di dimenticanze? Questa Africa impassibile e oscura in cui arrivai venticinque anni fa, al tempo della Grande Fame. Chi indaghi in questo tragico Paese scopre che non lo si può raccontare e conservare dentro di sé se non in termini di ordine morale: non storico o politico, morale. La Somalia mi batte nel petto ancora e tiene desti tutti i miei demoni.

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Il Forum Mondiale di Montreal – Francesco Martone

Un Forum Sociale fuori dal comune, forse meglio dire un Forum del “Comune”, quello da poco concluso a Montreal. Svoltosi per la prima volta in un paese del “Nord”, crocevia di interessi di imprese multinazionali, al centro di importanti vertenze sindacali e teatro di grandi mobilitazioni studentesche e di giovani. Sono loro che hanno occupato lo spazio, non tanto nei numeri, ma nella ricerca di metodologie orizzontali, e partecipative: dai workshop autogestiti, all’agorà finale, le assemblee di convergenza, i collegamenti «esterni», l’uso di internet. Una scossa di adrenalina ad un processo troppo ingessato nella annosa diatriba sulla sua natura.

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Flint, Environmental Racism and Racial Capitalism – Laura Pulido

In this essay, I argue that the recent poisoning in Flint, Michigan, is a powerful example of both environmental racism and the everyday functioning of racial capitalism. As a journal devoted to left and radical thought, I believe that CNS (Capitalism Nature Socialism) needs to adopt a more intersectional conception of capitalism in which its deeply racialized nature is fully recognized. The Flint case is especially interesting because the immediate source of the problem is not a reckless emitter or a polluter cutting costs – the typical drivers of environmental injustice. Instead, the Flint disaster is the result of the local state acting within the context of neoliberalism. Specifically, Flint has been operating under austerity politics due to its abandonment by capital. As such, the case highlights the larger historical, political, and economic context in which vulnerability, contamination, and death are produced.

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Poggio, P.P. (2016), Rivoluzione e sviluppo in America Latina, Jacabook – presentazione di Giorgio Nebbia

E’ finalmente uscito il molto atteso libro: “Rivoluzione e sviluppo in America Latina”, a cura dello storico Pier Paolo Poggio, pubblicato dall’editore Jacabook di Milano. Si tratta di un volume di oltre 750 pagine, il quarto di una serie di monografie ispirate all’”altronovecento”, cioè alle storie meno note del secolo scorso. I tre volumi precedenti sono stati dedicati a “rivoluzione e sviluppo” nel periodo del comunismo sovietico, e poi nel Novecento europeo e in quello degli Stati Uniti e sarà seguito da altri due volumi che esamineranno le stesse contraddizioni in Africa e Asia e, infine, nel XXI secolo.

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Dilma verso l’impeachment. Appello di 22 intellettuali – Tiziana Barillà

Il conto alla rovescia è giunto ai suoi ultimi tre giorni. Il 26 agosto ha inizio la sessione plenaria del Senato brasiliano sull’impeachment di Dilma Rousseff. Già 51 senatori si sono dichiarati favorevoli alla destituzione della Presidente. Ne mancano, quindi, 3 per raggiungere la maggiornaza dei due terzi necessaria (54). E il governo presidente ad interim Michel Temer assicura che, alla fine, saranno almeno in 61 a votare contro Dilma.

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Crisi ambientale e migrazioni forzate – dossier di Salvatore Altiero e Maria Marano

Questo report nasce però con l’intento di offrire non solo una raccolta di dati ma anche una riflessione politica sul tema delle migrazioni ambientali. Per questo motivo il lavoro è stato suddiviso in quattro parti. La prima di analisi del contesto generale: la crisi ambientale e climatica e i suoi legami con i fenomeni migratori. Nella seconda parte abbiamo raccolto una rassegna di casi studio esemplificativi delle cause di migrazione ambientale: grandi progetti di sviluppo, dighe, inquinamento, urbanizzazione, sottrazione di terre e risorse idriche, siccità, cambiamenti climatici, innalzamento del livello dei mari. Nella terza parte abbiamo affrontato il tema dal punto di vista della riflessione giuridica sulle forme di tutela di questa ormai consolidata categoria di migrazioni forzate. Nell’ultima sezione, invece, abbiamo lasciato spazio ad alcune storie di migranti ambientali raccolte da chi lavora sul campo.

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