Ecologia Politica, anno 28mo, numero 03-04, marzo-aprile 2018

Sommario n. 02-03/2018

In questo numero – Giovanna Ricoveri e Giovanni Carrosio

Il numero si apre con un commento sulle recenti elezioni politiche italiane, viste dal punto di vista dell’ambiente, ignorato da parte di tutti i partiti politici (Giovanna Ricoveri). Non è certo una novità, ma lo diventa alla luce del fatto che questa tornata elettorale viene considerata come una occasione di rinnovamento. Seguono tre articoli – rispettivamente sull’Ilva di Taranto, il NO-TAV della Val di Susa (Maurizio Pagliassotti) e il NO-Triv nel mare Adriatico (Serena Giannico) – come esempi di vertenze ambientali locali che il potere politico osteggia, anziché valorizzarle e fondare il rinnovamento a partire dalle indicazioni provenienti dai territori e dalle popolazioni che li abitano. Segue un pezzo di Giorgio Nebbia, “Parla una goccia d’acqua”, che racconta la nascita, la vita avventurosa e la ricaduta in mare dell’acqua, scritto in occasione della Giornata internazionale dell’acqua decisa dalle Nazioni Unite, che cade il 22 marzo. Riprendiamo poi un saggio di Piero Bevilacqua sul consumismo dei bambini americani, indotto degli investimenti in pubblicità, passati da 15 milioni a 15 miliardi di dollari tra il 1980 e il 2004. Il resto del numero è dedicato ad alcune questioni di altri paesi, come il carbone in Polonia (Marina Forti) e il golpe costituzionale con cui è stato destituito Lula da Silva, l’ex-presidente del Brasile (Boaventura de Sousa Santos e Fulvio Lorefice). Seguono le indicazioni bibliografiche, la presentazione della Fondazione Micheletti e di MusIL, il museo dell’industria e del lavoro di Brescia, e un ricordo di Angela Pascucci, sinologa e giornalista di punta de il manifesto.

Il futuro del Pianeta e le elezioni politiche italiane – Giovanna Ricoveri

“Come evitare la fine del mondo”, così il sottotitolo di un libro di Leonard Boff del 2011 (Proteggere la Terra e prendersi cura della Vita), che denunciava già allora, sette anni fa, la devastazione della natura e l’impoverimento degli ecosistemi, che sono causa del riscaldamento globale. “Una guerra dei mercati, di tutti contro tutti… Guerra che la Terra non può più sopportare…Non è esclusa la possibilità – concludeva Boff – che Madre Terra non ci vorrà più sulla sua faccia e si libererà di noi come noi ci si libera di una cellula tumorale. Lei continuerà, coperta di cadaveri ma senza di noi.” Una prospettiva paventata anche in letteratura, come nel romanzo apocalittico di Cormac McCarthy, La strada, premio Pulitzer 2007, a cui la mente corre quando registra la sordità dei politici rispetto alla devastazione ecologica, pure da tutti loro riconosciuta a parole – come se non fossero loro a dover prendere i provvedimenti necessari affinché non avvenga che Madre Terra prosegua la sua strada senza di noi.

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L’Ilva non è un salotto – Giorgio Nebbia

Il caso ILVA riassume in se tutti gli aspetti e le contraddizioni della società industriale moderna basata sulla produzione e sul commercio di cose, di beni materiali. L’acciaio è una di queste merci utili, anzi indispensabili. Se l’acciaio improvvisamente sparisse scomparirebbero le automobili, i frigoriferi, le lavatrici, le case crollerebbero per il venir meno dell’armatura del cemento, non ci sarebbero ponti per attraversare i fiumi, si fermerebbe la stessa agricoltura. Purtroppo il processo per la produzione dell’acciaio a ciclo integrale, quello di Taranto, è lungo e inquinante ed è dannoso per la salute dei lavoratori dentro la fabbrica, e dei loro familiari che abitano i quartieri vicini.

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Sentenza n.58/2018 della Corte Costituzionale, relatrice Marta Cartaia, che dichiara illegittimi gli articoli dei decreti legge 4 luglio 2015 n.92 e quelli della legge 6 agosto 2015 n.132, che antepongono il profitto d’impresa alla salute dei lavoratori (link)

Alla fine il Governo dà ragione al movimento NO-TAV – Maurizio Pagliassotti

La presidenza del Consiglio dei Ministri ha recentemente pubblicato un documento dal titolo: «Adeguamento dell’asse ferroviario Torino – Lione. Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia fase 1 – 2030». A pagina 58, si legge: «Non c’è dubbio, infatti, che molte previsioni fatte quasi 10 anni fa, in assoluta buona fede, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione Europea, siano state smentite dai fatti, soprattutto per effetto della grave crisi economica di questi anni, che ha portato anche a nuovi obiettivi per la società, nei trasporti declinabili nel perseguimento di sicurezza, qualità, efficienza. Lo scenario attuale è, quindi, molto diverso da quello in cui sono state prese a suo tempo le decisioni e nessuna persona di buon senso ed in buona fede può stupirsi di ciò.

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Arrivano gli Air-gun. Assalto Trivelle in Adriatico centrale e meridionale – Serena Giannico

Assalto trivelle all’Adriatico. Il Consiglio di Stato ha rigettato i ricorsi presentati in appello dalle Regioni – Abruzzo e Puglia – e da vari enti locali contro i due permessi di ricerca di gas e petrolio rilasciati alla società inglese Spectrum Geo. «I progetti di prospezione per la ricerca di idrocarburi – ricorda Enzo Di Salvatore, costituzionalista e del coordinamento nazionale No Triv – riguardano aree immense, collocate nel Mare Adriatico centrale e meridionale, davanti alle coste di Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia ed hanno un’estensione di 13.700 chilometri quadrati, da Rimini a Termoli, e di 16.210 kmq, da Rodi Garganico a Santa Cesarea Terme».

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Parla una goccia d’acqua. World Water Day 2018 – Giorgio Nebbia

Il 22 marzo è la mia giornata e quest’anno voglio parlare di me: sono la goccia di acqua. Di gocce simili a me ce ne sono in numero sterminato, tutte intorno a voi, nel mare davanti a Barletta o Bari o Brindisi o Gallipoli o Taranto, ma siamo tutte in continuo movimento e ciascuna di noi ha una sua storia. Io sono in questo momento nel mare, ma sta sorgendo il Sole e il suo calore scalda me e tutte le mie compagne. Questo calore mi trasforma dallo stato di goccia liquida allo stato di vapore e mi disperdo perciò nell’aria. C’è una forza che mi spinge verso l’alto, nell’atmosfera, ma ben presto mi sento circondata da aria fredda che mi costringe a tornare, dallo stato di vapore, allo stato di goccia d’acqua, che è poi lo stato più naturale per me, che mi piace di più.

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Le mani sull’infanzia per creare una scuola di bambini consumatori – Piero Bevilacqua

E’ stata Juliet Schor, sociologa al Boston College, ad accorgersi del fenomeno. Stava studiando le famiglie che negli USA praticano il cosiddetto downshifting, vale a dire la riduzione dei consumi, la decelerazione nella vita quotidiana, l’attitudine alla sobrietà e alla semplicità dei rapporti umani. E si accorse ben presto di una stranezza: nessuna delle famiglie che aveva fatto quella scelta aveva bambini in casa. Da quella scoperta fu indotta a occuparsi del consumismo fra i bambini americani e scoprì un continente sommerso. In alcuni mesi di ricerca fu in grado di constatare una frattura storica sconvolgente: per la prima volta nella storia l’influenza formativa sui bambini dalle mani delle famiglie e degli insegnanti era passata alle imprese. Queste avevano lavorato alacremente per allargare un mercato ancora vergine e pressoché illimitato.

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Come si vive circondati dal carbone in Polonia – Marina Forti

Il belvedere affaccia su una conca nerastra, percorsa da grandi tubature metalliche e macchinari industriali. È la miniera di lignite di Bełchatów, in Polonia: profonda trecento metri, lunga nove chilometri e larga tre. Un cartellone mostra ai visitatori la mappa del terreno e spiega che la miniera “cammina”, lo scavo avanza in direzione ovest. La lignite alimenta la centrale elettrica sul lato opposto della conca: un edificio imponente che racchiude decine di turbine, cinque torri di raffreddamento e due camini che rilasciano un fumo denso e scuro.
Bełchatów è la più grande centrale elettrica a carbone in Europa. E allo stesso tempo è un’anomalia. Con l’accordo sul clima firmato a Parigi nel 2015, l’Unione europea si è impegnata ad abbandonare il carbone, visto che è il combustibile più inquinante, è dannoso per la salute ed è la prima fonte di emissioni di anidride carbonica che riscaldano l’atmosfera terrestre.

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Lula da Silva, condemned by the Courts, absolved by History – Boaventura de Sousa Santos

The Lula da Silva case blatantly shows that something is rotten in the Brazilian judicial system. It brings to the fore procedures and practices that are incompatible with the basic principles and guarantees of democracy and the rule of law, in a way that needs to be denounced and democratically opposed. Totalitarianism and the selectivity of judicial action. The principle of the independence of the courts is one of the basic principles of modern constitutionalism. It ensures that citizens have the right to a justice that is free from pressures and interference on the part of political or factual powers, whether national or international.

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Il neoliberismo e i golpe costituzionali in America Latina – Fulvio Lorefice

Il processo d’integrazione regionale ha contribuito a modificare l’indirizzo politico della regione. I paesi latino-americani a guida progressista sono stati in grado così di unire le loro forze nel 2008 per scongiurare un tentativo di golpe in Bolivia e di prevenire una guerra tra Ecuador e Colombia. Mentre nelle relazioni internazionali, all’intensificazione dei rapporti commerciali con la Cina, è corrisposta una sempre più accentuata autonomia politica da Washington: testimonianza ne sono l’opposizione alla guerra in Iraq e a quella al «terrore», e successivamente l’astensione brasiliana all’Onu sulle operazioni in Libia.

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La fabbrica. Memoria e narrazione nella Taranto (post)industriale – Marta Vignola

La fabbrica è un ulteriore tassello di quell’esercizio critico sulla storia dell’industrializzazione del Mezzogiorno condotto da un numero ormai cospicuo di sociologi, storici e antropologi collocati prevalentemente a Sud. È un’opera, dunque, che ripropone l’esigenza condivisa – insieme biografica e generazionale – di rilettura di vicende, categorie e ideologie pubbliche che stanno all’origine della fisionomia peculiarmente martoriata assunta da certi territori a partire soprattutto dal dopoguerra.

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Fuori dal tunnel. Viaggio antropologico nella Val di Susa – Marco Aime

Marco Aime, forse il più noto antropologo italiano, ci consegna una vera etnografia del movimento No-Tav e delle lotte che da anni infuocano la val di Susa. Non un saggio contro i treni ad alta velocità, ma un lavoro di osservazione partecipante che racconta l’incontro con la popolazione locale e con i militanti arrivati da tutta Europa per dire che la val di Susa non si tocca. Fino ad alcuni anni fa parlare di val di Susa significava evocare immagini di montagne ricche di storia, celebri monasteri, rifugi cari agli escursionisti e ascensioni alpine come quelle al Rocciamelone, al Niblé, al Sommeiller. Da una ventina di anni a questa parte, invece, val di Susa è diventata sinonimo di lotta. Una lotta dura, intrapresa dagli abitanti della bassa valle e ben presto travalicata oltre i confini nazionali. Ma cosa rappresenta la val di Susa? Un ultimo baluardo di resistenza contro le richieste, spesso miopi, della modernità? Con questo libro Marco Aime ci consegna delle lenti per poter leggere meglio i difficili cambiamenti di una valle che ha deciso di non accettare le decisioni calate dall’alto.

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Fondazione Micheletti e Museo dell’Industria e del lavoro (MusIL) – Giorgio Nebbia

Una singolare vita, quella di Luigi Micheletti (1927-1994), comunista, partigiano, imprenditore, e appassionato di storia contemporanea, raccontata da Pier Paolo Poggio nella rivista telematica della Fondazione “altronovecento”.Nel bresciano c’erano le basi della Repubblica di Salò (RSI). Dopo il crollo, per decenni, pochissimi si occuparono di quella vicenda. Micheletti raccolse tutto quanto era possibile, perché gli storici la studiassero. Con ancora maggiore passione si dedicò a raccogliere manifesti, documenti e testimonianze della Resistenza che rischiavano la scomparsa. Gettò le basi di una biblioteca e archivio che diventarono poi una Fondazione che porta il suo nome chiamando a raccolta persone appassionate come lui. Si rese anche conto che le lotte per la difesa dell’ambiente non erano altro che una delle pagine della protesta popolare contro le fabbriche inquinanti, la speculazione edilizia, la violenza alla natura, insomma testimonianze della storia civile democratica.

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In ricordo di Angela Pascucci – Giovanna Ricoveri

Angela Pascucci, studiosa della Cina contemporanea e giornalista di punta de il manifesto, è morta il 26 aprile a Roma, stroncata da un male che non perdona, che ha combattuto per oltre due anni con coraggio e determinazione, senza tuttavia riuscire a sconfiggerlo. Coerente, rigorosa, tenace, dialogante, pronta all’ascolto, disponibile, e soprattutto un’amica – nel suo caso gli aggettivi si sprecano, ma sono tutti meritati e sinceri. E’ una grande perdita per tutti, a cominciare dalla sua famiglia ma anche per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla.

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