Nell’albero europeo la linfa è russa

Guglielmo Ragozzino*

Imma­gi­niamo il sistema ener­ge­tico dell’Unione euro­pea come un gigan­te­sco e antico albero, con radici, tronco, rami e foglie. Un unico albero. Le radici prima di tutto. Esse indi­cano l’origine dell’energia che l’albero riceve; due sono quelle prin­ci­pali: pro­du­zioni dirette e impor­ta­zioni. Dall’esterno arri­vano, soprat­tutto con navi e tubi, car­bone, petro­lio e gas. All’interno dell’Unione si pro­duce ener­gia con le stesse fonti, alle quali si devono aggiun­gere le rin­no­va­bili, in par­ti­co­lare idroe­let­trica e poi solare ed eolica. Si con­si­dera pro­dotta all’interno anche l’energia nucleare, anche se il com­bu­sti­bile pro­viene dall’esterno. C’è poi una terza radice, molto minore che con­si­ste nell’energia for­nita bru­ciando rifiuti.

Le impor­ta­zioni del 2011 sono pari a 951 Mtoe (milioni di ton­nel­late equi­va­lenti di petro­lio), la pro­du­zione locale 801 e la terza radice 6 Mtoe. Le radici, 15 anni (1995) prima, erano rispet­ti­va­mente di 736, 954 e 4. In altre parole, il con­sumo di ener­gia, nel corso di 15 anni, è aumen­tato di 64 Mtoe, risul­tanti dal forte aumento delle impor­ta­zioni, supe­riore alla ridu­zione della pro­du­zione locale. Il tronco, ora. In totale si tratta di un con­sumo di 1698 Mtoe, una volta detratti i depo­siti. Per arri­vare al con­sumo vero e pro­prio biso­gna cal­co­lare ancora le per­dite e i con­sumi dovuti a tra­sporto e distri­bu­zione. Il risul­tato finale di con­sumo ener­ge­tico è indi­cato in 1.103 Mtoe, men­tre c’è anche un uso non ener­ge­tico (ci si serve di mate­rie ener­ge­ti­che, come petro­lio o gas, per pro­durre bitume, mate­rie pla­sti­che, chi­mi­che, fer­ti­liz­zanti) che conta per 115 Mtoe. 15 anni prima il risul­tato era simile: i con­sumi ener­ge­tici con­ta­vano per 1072 Mtoe e quelli non ener­ge­tici per 111. Infine i rami dell’albero-energia che sono cin­que. Quello più con­si­stente nel 2011 è l’insieme dei tra­sporti pari a 364 Mtoe. Seguono l’attività indu­striale con 287, i con­sumi dome­stici con 273, i ser­vizi con 155 e l’agricoltura som­mata alla pesca con 24 Mtoe.

Per avere un’idea dell’evoluzione demo­gra­fica, sociale ed eco­no­mica incorsa in 15 anni, risulta che nel 1995 al primo posto vi erano i con­sumi ener­ge­tici per l’attitvità indu­striale, con 330 Mtoe. Segui­vano i tra­sporti con 303, gli usi dome­stici, con 282, i ser­vizi o ter­zia­rio con 126 e il pri­ma­rio di agri­col­tura e pesca con 31 Mtoe. In sostanza pos­siamo notare che in un quin­di­cen­nio cre­sce del 20% l’energia usata nei tra­sporti, scende l’energia per l’industria del 15%, sale del 20% l’energia per i ser­vizi e scende del 20% quella di agri­col­tura e pesca. Scende infine di poco l’uso di ener­gia per il set­tore dome­stico.

Il quan­ti­ta­tivo di 1698 Mtoe di ener­gia che l’Unione euro­pea con­suma nel 2011 si rea­lizza con alcuni com­po­nenti prin­ci­pali. La prima delle quat­tro torte accluse ne dà un’idea. È petro­lio il 35% del totale, gas il 24, car­bone il 17, nucleare il 14 e ener­gie rin­no­va­bili il 10. 15 anni prima, nel 1995, le rin­no­va­bili sono il 5%, il petro­lio è al 39%, il gas al 22 e il car­bone al 20. Nucleare sem­pre al 14. Il totale è poco infe­riore, rag­giun­gendo 1669 Mtoe.

Le altre tre torte si rife­ri­scono ai tre prin­ci­pali con­tri­buti fos­sili: petro­lio, gas, car­bone. Quello che si può notare è che il primo for­ni­tore dell’Unione euro­pea è, in tutti i casi, la Rus­sia con rispet­ti­va­mente 35, 30 e 26%. Nel discu­tere i pro­blemi dell’Ucraina e nel fare sogni sullo shale gas made in Usa è pro­ba­bile che i paesi dell’Unione euro­pea abbiano tenuto conto di que­sto dato di fatto e abbiano pre­muto sulla Com­mis­sione per otte­nere che la que­stione ener­ge­tica non fosse accan­to­nata. Tanto per il petro­lio che per il gas secondo espor­ta­tore è la Nor­ve­gia, con 12 e 20%. Al secondo posto per il car­bone è la Colom­bia con il 24% del totale.

Albero e torte mostrano quanta strada sia ancora da fare per moder­niz­zare l’Unione euro­pea, sosti­tuendo al fos­sile il sole, impa­rando a rispar­miare ener­gia, a non spre­care natura.

*Sbilanciamoci/Manifesto, 25 aprile 2014