Gli agricoltori canadesi si mobilitano per bloccare la nuova legge governativa sulle sementi

Lorenza Paoloni

Un nuovo tentativo di consegnare il controllo delle sementi nelle mani delle imprese sementiere sta per essere perpetrato dal governo canadese, che è in procinto di varare una nuova legge,  il Bill C-18 (The Agricultural Growth Act), con la quale il Canada’s Plant Breeders’ Rights Act (PBR) verrebbe conformato ai dettami della Convenzione UPOV ’91 (Unione per la protezione della innovazione varietale).  Si ricorda che nel 1990 è stato approvato l’importante The Plant Breeders’ Rights Act che riguarda le varietà vegetali da conservazione, cui ha fatto seguito The Plant Breeders` Rights Regulations adottato il 24 ottobre 1991 ed emendato il 28 dicembre 1994.     

Per i non addetti ai lavori,  la Convenzione UPOV assicura una protezione al costitutore di una nuova varietà vegetale attraverso il rilascio di un titolo sui generis che si chiama PBR (Plant Breeders’ Rights). Poiché i diritti dei costitutori sono stati estesi, comprendendo anche il raccolto ed il prodotto finale e rafforzati con l’estensione della protezione alle nuove cultivar, se queste contengono solo piccole variazioni rispetto alla cultivar originaria, le varietà derivate non possono più essere commercializzate senza il permesso del proprietario della varietà originaria. Così gli agricoltori vedono compresso il loro diritto – riconosciuto anche dal Trattato internazionale sulle risorse genetiche (vedi il n.3  di questa rivista) –  ad utilizzare le sementi conservate. Solo  in via eccezionale (nella propria azienda, e dunque senza possibilità di vendere o scambiare le sementi)  possono infatti usare a scopi di propagazione il prodotto del raccolto che hanno  ottenuto, piantando nei propri campi la varietà protetta o una varietà essenzialmente  derivata. 

Il Canada è riuscito ad evitare l’apposizione dei brevetti sulle piante  ma le società sementiere, per conseguire un regime di monopolio legale sul mercato,  hanno utilizzato il “cavallo di Troia” dei diritti di selezione delle piante (PBR). Così, dopo un movimentato percorso normativo, si è giunti a disciplinare il settore con le leggi sopra richiamate, che si occupano principalmente della propagazione commerciale non autorizzata delle varietà di piante protette, lasciando agli agricoltori la facoltà di conservare e riprodurre le varietà protette non destinate alla commercializzazione.   Il Plant Breeders’ Rights Act ha conseguenze importanti per i seed-saving. Infatti, assicurando una protezione giuridica al costitutore di una nuova varietà vegetale mediante il rilascio di un titolo sui generis (il PBR, appunto), esso crea le basi normative a favore delle società sementiere per contestare le pratiche consuetudinarie degli agricoltori, quali la conservazione e lo scambio delle sementi, che molti contadini ritengono essere ancora una loro prerogativa. Finora, comunque, le ditte sementiere, che sono le principali destinatarie delle disposizioni legislative in esame, non  sono riuscite ad interferire, in modo sostanziale,  sulle pratiche tradizionali degli agricoltori.

Oggi il National Farmers Union canadese denuncia la proposta di modifica del Canada’s Plant Breeders’ Rights Act che potrebbe condurre ad un’ulteriore privatizzazione, uniformizzazione e monopolizzazione delle sementi da parte delle multinazionali del seme, con una conseguente perdita  dell’autonomia degli agricoltori per ciò che riguarda il diritto sulle sementi e la minaccia della sovranità alimentare del paese perché “chi controlla i semi, controlla il cibo”. Si fa presente che il Canada, ai sensi dei vigenti Trattati sul commercio internazionale, non ha alcun obbligo a conformarsi alle regole dell’UPOV’ 91.

Per impedire la prevedibile ulteriore erosione dei diritti degli agricoltori, la più importante organizzazione degli agricoltori canadesi, sostenuta anche da Via Campesina, ha lanciato un appello per  sottoscrivere il documento che sotto riportato. Questo documento enuncia una serie di principi fondamentali  che ribadiscono  i diritti ancestrali e consuetudinari degli agricoltori di salvare, riusare, selezionare, scambiare e vendere i semi .

Il sostegno all’iniziativa può essere fornito inviando una mail a wang@nfu.ca con su scritto: Stop Bill C-18

Leggi tutto in: http://www.viacampesina.org/en/index.php/main-issues-mainmenu-27/biodiversity-and-genetic-resources-mainmenu-37/1584-canada-a-seed-act-for-farmers-not-corporations