Sostieni Sankara

recensione di Marinella Correggia*

AAVV, Sostieni Sankara, Padova, Beccogiallo, 2014

«Gli dicevo spesso di proteggersi, gli ripetevo che un eroe morto non serve a niente. Mi sbagliavo: un eroe morto serve da riferimento». Così scriveva il giornalista malgascio Sennen Andriamirado nel libro Il s’appelait Sankara (Jeune Afrique livres, 1988), dedicato al presidente del Burkina Faso assassinato appena 38enne in un colpo di Stato a Ouagadougou il 15 ottobre 1987.

Finiva nel sangue e nella successiva repressione una delle esperienze di governo più interessanti dell’Africa e non solo. Una sfida locale e internazionalista durata solo quattro – intensissimi – anni nel «paese concentrato di tutte le disgrazie del mondo» come disse Sankara all’Onu nel 1984, il poverissimo, quasi desertico ex Alto Volta che con la rivoluzione si lasciò alle spalle perfino il nome coloniale per diventare Burkina Faso (il «paese degli integri» nelle due lingue locali). Precorse i tempi quella rivoluzione, con la nettissima impronta umana e politica del suo presidente. Dimostrò una coraggiosa solidarietà internazionale con altri popoli oppressi. Propose al Sud del mondo di non pagare il debito ingiusto ma di non spendere in armamenti. Respinse i diktat del Fondo monetario ma spazzò via i privilegi di politici e funzionari. A tutto campo puntò sulla democrazia diretta e sulla partecipazione a partire dagli eterni affaticati e oppressi, i contadini e fra loro, soprattutto le donne. Mise al centro l’autosviluppo, il produrre quel che si consuma a livello nazionale e continentale. Destinò tutto il poco denaro al soddisfacimento dei bisogni fondamentali della popolazione, che fecero passi notevoli in pochi anni. Trasformò l’esercito in corpo di genio civile. Criticò un aiuto allo sviluppo che aiutava i… donatori.

Diversi i libri, sempre di nicchia, dedicati nei decenni a questo presidente speciale, ancora troppo poco conosciuto in Italia. Ultimo arrivato, pochi mesi fa, è il libro a fumetti Sostiene Sankara (Becco giallo, 2014), ispirato e curato dal gruppo Amanda e da Kanjano in collaborazione con il Comitato Sankara XX. È una raccolta delle tavole a fumetti che diversi autori hanno realizzato per la mostra omonima corredata dai discorsi di Sankara. Percorre le campagne salienti dell’epoca rivoluzionaria e sottolinea le provocazioni del presidente ribelle. A scrivere di lui comincia Aluisi Tosolini, Thomas Sankara, Una speranza recisa (Emi, 1988). Nel celebrare i dieci anni dalla morte, la manifestolibri nel 1997 pubblica una serie di discorsi in Sankara, il presidente ribelle. E Thomas Sankara. I discorsi e le idee è il testo pubblicato nel 2003 dalla casa editrice Sankara – nata in suo ricordo –, più volte ristampato e aggiornato. Fra le biografie ricordiamo quella di Carlo Batà (Achab 2004), di Alessandro Aruffo (Massari 2007), di Vittorio Martinelli (Zona 2009). E nel tentativo di arrivare ai giovani, Valentina Biletta ha illustrato con belle xilografie il testo Una foglia una storia (edizioni dell’Arco 2005). Come poteva andare, che ruolo avrebbe potuto avere nel mondo il presidente più povero del mondo se non fosse stato ucciso? Di certo avrebbe avuto alleati in America latina, fra i paesi dell’Alleanza bolivariana Alba (all’epoca c’erano solo Cuba, Nicaragua, e la breve esperienza di Grenada). In Africa non ha avuto emuli. Sankara era molto scomodo – la sua morte fu un bene per gli interessi dei potenti – ma non fece in tempo a contaminare il continente. Non sono stati chiariti – insiste la campagna internazionale «Giustizia per Sankara» (alla quale si può aderire con una firma) gli esecutori e le circostanze del suo assassinio.

 

*Le mode diplomatique/il manifesto aprile 2014

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