LIBRI

Giovanna Ricoveri, Bens Comuns versus Mercadorias, Multifoco Leteratura, 2013

A discussão trazida por Bens comuns versus mercadorias mostra-se de enorme atualidade. A reflexão que eletraz sobre as diferentes dimensões da noção de “bens comuns” oferece elementos de extrema importância para todos os que pretendem recuperar o sentido da ação política na construção de futuros comuns em sociedades mobilizadas para suprimir as desigualdades.

Na expectativa que este mundo em construção seja cada vez menos desigual, cabe, pois, examinar e rediscutir em permanência as assimetrias, as relações de poder, as implicações culturais e socioterritoriais das práticas implementadas em nome do “desenvolvimento”.

Assim como o evoca, com razão, o debate desenvolvido por Giovanna Ricoveri, os povos tradicionais estão aí sempre a nos lembrar a pergunta sobre o que é, o que importa e o que vale.

Atese e a proposta do livro é que a defesa dos bens comuns (onde eles ainda existem) e a reproposição deles (onde foram extinguidos) não é propriamente, ou apenas, um problema de justiça distributiva dos recursos, mas a resposta mais robusta possível às forças destruidoras do sistema capitalista: uma resposta parcial, que, porém – na fase atual de crise do modelo dominante – pode tornar-se uma alavanca para iniciar a construção de uma sociedade e de um desenvolvimento alternativos àqueles das mercadorias e do mercado.


 

Questa è la locandina publicitaria di Nature for Sale. Commons Versus Commodities (uscito nel giugno 2013 con Pluto Press), la versione inglese aggiornata di Beni comuni vs Merci (vedi sotto)

 

 

 

Giovanna Ricoveri, Beni comuni vs merci, JacaBook, 2010

 

Agli inizi del XXI secolo i beni comuni sono riemersi nel dibattito pubblico, diventando la bandiera dei movimenti progressisti mondiali che cercano una via d’uscita dal capitalismo. Tra i beni comuni si distinguono i beni comuni materiali che coinvolgono il diritto di una comunità di godere dei frutti di un bene o risorsa naturale.

Il recupero dei diritti delle comunità sui beni comuni rappresenta un nuovo paradigma di società organizzata a livello locale e a partecipazione democratica, ecologicamente sostenibile, integrativo e in parte anche sostitutivo del mercato, da rilanciare anche nei paesi del Nord.

L’agricoltura organica di prossimità, i cicli corti, la riduzione dei tempi e dei costi energetici dei trasporti, e più in generale il controllo democratico del territorio da parte delle comunità locali possono fare la differenza dando protagonismo alle popolazioni ivi insediate su scelte che le riguardano da vicino e rilegittimando lo Stato e l’intervento pubblico.

Ma affinché questa proposta possa essere presa in considerazione, occorre che la politica diventi “ecologia politica”, mettendo la natura al centro delle politiche e valutando a monte quali effetti sociali ed ecologici quelle scelte possano produrre.

 

Marinella Correggia e Claudia Fanti, L’alba dell’avvenire. Socialismo del XXI secolo e modelli di civiltà dal Venezuela e dall’America Latina, Punto Rosso, 2008

La primavera germogliata in America Latina salverà il mondo? E’ difficile dirlo. Ma è certo che il sogno di un cambiamento di modello su scala planetaria sembra più vicino là che non in Occidente.
Gli esperimenti politici e sociali in corso nell’ex giardinetto degli Usa hanno certo una portata mondiale e ci interrogano. Anche se non tutti i paesi di quel continente ne fanno parte. In prima fila per mezzi e decisione c’è il Venezuela bolivariano e ora “socialista”. In virtù soprattutto di tre sue proposte centrali, che sono i tre assi di questo libro: l’Alternativa bolivariana para las Americas (integrazione solidale fra nazioni); l’uso sociale e antiimperialista del petrolio e dei relativi proventi (ma è ancora incerto e contraddittorio l’auspicabile uso “ecologista”: per superare la civiltà fossile); il Socialismo del XX secolo a cominciare dalle sperimentazioni in patria.
Nel XX anniversario della morte di Thomas Sankara, rivoluzionario presidente del Burkina Faso ucciso nel 1987 in un golpe, ci si augura che l’America Latina e non solo segua la sua esortazione: “Osare inventare l’avvenire”

 

Giovanna Ricoveri (a cura di), Capitalismo Natura Socialismo, JacaBook, 2006

 

Questo volume raccoglie una parte delle molte migliaia di pagine pubblicate dalla rivista CNS ”Capitalismo Natura Socialismo” dal 1991 ad oggi. La rivista, nata nel solco dell’interesse suscitato anche in Italia dalla rivista omonima edita da James O’Connor in California, ha cercato di dare risposta alla domanda se il capitalismo sia compatibile con la difesa della natura e dell’ambiente intesi come base vivente della stessa vita degli esseri umani e se una società socialista potrebbe assicurare una maggiore attenzione a quegli stessi valori.
La natura è un bene di cui l’uomo può disporre ma non può distruggere. L’istanza sociale di giustizia di cui il socialismo è una importante voce non può oggi non ravvisare le pesantissime ricadute sull’uomo di uno sfruttamento macro-liberista della natura. Evitare un disastro per l’intera umanità è un grande appuntamento della storia. Oggi sono i più poveri del mondo a pagare maggiormente, ma l’abuso sulla Natura ci coinvolge tutti.
Gli autori di questo libro sono una rosa internazionale di grande livello e spiegano problemi complessi senza cadere in facili slogan. Nella varietà dei temi affrontati viene testimoniato che le grandi crisi ecologiche sono esacerbate dalla globalizzazione neoliberista, sono sempre più importanti e colpiscono tutti, ma in particolare i più poveri e senza diritti, che sono la maggioranza della popolazione mondiale. Ci dicono in definitiva che giustizia sociale e giustizia ecologica sono inscindibili, interfaccia una dell’altra.

Giogio Nebbia, Le merci e i valori. Per una critica ecologica al capitalismo, Alce Nero e Jaca Book, 2002

 

In Italia la coscienza ecologica deve moltissimo a Giorgio Nebbia, docente emerito di merceologia, chimico di formazione. Nebbia è, di fatto, uno dei principali storici italiani delle materie prime, delle merci e dei processi industriali: in questo volume indica delle possibili alternative all’attuale modello di sviluppo che aiutino gli uomini a soddisfare le proprie necessità materiali, facilitando l’aspirazione a rapporti umani più decenti.

 

 

 

Pier Paolo Poggio, Il capitalismo americano e i suoi critici, Jaca Book, 2013

La storia del Novecento è dominata dalla polarità tra America e Russia; i due Paesi dell’avvenire, entrambi profondamente legati al Vecchio continente, prendono il sopravvento sull’Europa economicamente e politicamente, ancor più nell’immaginario collettivo. La Russia sovietica è il centro di un enorme impero transcontinentale e la patria ideale di milioni e milioni di militanti sparsi in ogni dove. Gli Stati Uniti d’America (USA)sono il fulcro, il motore pulsante, l’officina e l’emblema dell’economia capitalistica. Lo scenario è definito e occupato dallo scontro tra comunismo e capitalismo; innegabilmente questa è la grande vicenda che attraversa il secolo, la narrazione egemonica che sino al crollo improvviso del 1989 oscura tutte le altre. La realtà è però molto più ricca e sorprendente della rappresentazione, avviene così che l’America diventi per l’URSS anche un modello, un traguardo da raggiungere e superare sotto forma di «americanismo comunista». D’altro canto gli Stati Uniti non sono affatto immuni dal contagio del comunismo, il nemico per eccellenza, capace di insinuarsi nelle pieghe della società come nelle università più prestigiose, di sottendere i conflitti di classe e razziali che non risparmiano il Nuovo continente. Il capitalismo americano e i suoi critici analizza questi scenari e introduce una quantità di nuovi attori, spezzando gli stereotipi e l’immagine piattamente dicotomica della storia novecentesca.

 

Commercio e Agricoltura 
Dall’efficienza economica alla sostenibilità 
sociale e ambientale 

Autori:
Sachs Wolfgang, Santarius Tilman

Ricercatori presso il Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia, in collaborazione con 12 ricercatori, attivisti, politici da paesi del Nord e del Sud del mondo.

Contenuti:
La riforma delle regole del commercio dei prodotti agricoli è al centro dei negoziati all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Ma le piste seguite finora non hanno dato i risultati promessi, con rischi sempre più gravi per gli agricoltori e per l’ecosistema a livello sia locale che globale.
Questo libro esplora nuove regole commerciali al di là del paradigma del libero commercio. Mette al centro dell’attenzione i problemi delle comunità rurali e propone prospettive e strumenti politici per istituire un sistema commerciale che offra vere opportunità ai poveri, rispetti l’ambiente e aiuti l’agricoltura a compiere il balzo nell’era “post-fossile” dell’energia pulita.
Il volume è il frutto di due anni di Dialogo sul Commercio Eco-equo: una fitta rete di consultazioni tra esperti, politici, rappresentanti di organizzazioni di contadini di tutti i continenti.
Uno degli scopi di questa pubblicazione è contribuire all’inizio di negoziati per un Accordo Generale sul Commercio Sostenibile.

 

Beni comuni 
fra tradizione e futuro 

Autori:
Ricoveri Giovanna

Interventi di: Michael Goldman, Riccardo Petrella, Giovanni Franzoni, Joan Martinez Alier, Grain, Enzo Bernardo, Massimo Angelici, Franco Carletti, Fabio Parancandolo, Giorgio Nebbia, Marinella Correggia, Salvatore Engel-Di Mauro, Sara Onagro, Andrea Markos, Rosario Lembo, Vandana Shiva.

Target:
Per tutti coloro che sono interessati ai problemi legati al fenomeno della globalizzazione.

Contenuti:
Nessun tema come quello dei beni comuni riassume in sé le ragioni di vita di questa rivista: denunciare e documentare la critica ambientale del capitalismo e dimostrare che la “questione ambientale” rimette in discussione non solo il modo di produzione e gli stili di vita, ma anche il rapporto tra giustizia sociale e giustizia ambientale; il modo di intendere la modernità e il progresso. Nella sua tendenza all’accumulazione illimitata, il capitalismo distrugge i beni naturali necessari alla sua riproduzione e apre conflitti insanabili sia con le popolazioni espropriate del Sud sia con i lavoratori e fasce crescenti di popolazione impoverite del Nord.

 

Agri – Cultura 
Terra Lavoro Ecosistemi 
Libro con CD

Autori:
Bocci Riccardo, Ricoveri Giovanna

Interventi di: Fabio Parascandolo, Marinella Correggia, Miguel Altieri, Tim Lang, Richard Manning, Antonio Onorati, Gianluca Brunori, Jean Ziegler, Estelle Deléage, Marc Dufumier, João Pedro Stedile, Massimo Angelini, Luca Colombo, Salvatore Engel-Di Mauro, Nora McKeon, Simona Limentani, Riccardo Franciolini e Sabrina Sganga.

Target:
Per tutti coloro che sono interessati ai problemi legati al fenomeno della globalizzazione.

Contenuti:
Agri-Cultura, secondo quaderno della rivista CNS-Ecologia Politica, denuncia il modello agricolo industriale dominante, che distrugge terra, lavoro ed ecosistemi. Non risolve il problema della fame nel mondo, è ecologicamente insostenibile, mortifica il lavoro agricolo sotto il profilo economico e sociale.
Il cambiamento radicale di cui c’è bisogno, sostengono gli autori del volume, non può tuttavia limitarsi al settore dell’agricoltura: richiede anche una modifica radicale del sistema capitalistico e della cultura che lo sostiene e lo legittima.

Contadini sulla strada, a cura di Fabrizio Bottari, Pentàgora 2013

Su quali basi poggia la moderna agricoltura industriale?

Proviamo a spiegarlo con l’aiuto di John Steinbeck, attraverso una serie di articoli inediti scritti tra il 1936 e il 1938, nei quali denuncia la drammatica situazione di migliaia di coloni del Midwest espropriati dalle banche e giunti in California in cerca di terra e lavoro. Le fotografie di Dorothea Lange danno vita alle parole di Steinbeck, con i volti di uomini e donne, trasformati da piccoli proprietari in braccianti sottopagati e, con i loro bambini, protagonisti di una storia di sfruttamento e miseria che appare quanto mai attuale.

Lascia un commento