anno 24 – 01

CNS Ecologia Politica, n. 2, nuova serie

Sommario, gennaio 2014

Editoriale

Alvaro Garcìa Linera si chiede, nell’intervento al IV Congresso del Partito della Sinistra europea pubblicato in questo numero di CNS-Ecologia Politica,  cos’è la democrazia. E’ la domanda centrale oggi, per arrestare la decadenza dei costumi aggravatasi  negli ultimi decenni in  modo impressionante.  Linera risponde che la democrazia , a sinistra, è sicuramente oggi come ieri giustizia ed eguaglianza, ma è anche molto di più. E’ tolleranza, è pluralismo ed è libertà: valori e principi che sono essi stessi “istituzioni” al pari del Parlamento.

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Joao Pedro Stédile – Il mondo non è un supermercato

Siamo arrivati a 7 miliardi di esseri umani che abitano il pianeta. Più di metà di  loro vive ammassata in grandi città, distante dai loro luoghi di origine.  Per la prima volta nella storia abbiamo raggiunto la triste statistica di un miliardo di persone affamate,  tutti i giorni: ossia, il 14% degli esseri umani non ha diritto alla sopravvivenza. Tra essi,  migliaia di bambini e le loro madri muoiono ogni giorno.

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Leonardo Boff – Caos climatico: Madre Terra si libererà di noi?

Ci sono i negazionisti della Shoah (l’eliminazione di milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti) e i  negazionisti del cambiamento climatico sulla terra. I primi ricevono il disprezzo di tutta l’umanità. I secondi, che fino a poco fa sorridevano cinicamente, ora vedono quotidianamente le loro convinzioni confutate dai fatti innegabili.  In tempi recenti abbiamo conosciuto eventi estremi di maggiore gravità: Katrina e Sandy negli Stati Uniti, tifoni terribili in Pakistan e Bangladesh, lo tsunami nel Sudest asiatico e il tifone in Giappone, che ha danneggiato pericolosamente le centrali nucleari di Fukushima e ultimamente il devastante tifone Haiyan nelle Filippine, con migliaia di vittime.

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Libreidee.org – Giappone: Fukushima, era tutto vero 

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto.

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Antonietta Mazzette – Sardegna: il cemento che uccide

Dalla tragedia del 18 novembre c’è stato un susseguirsi di inchieste, accompagnate da accuse reciproche di responsabilità. Ma se a questa fase di allarme non segue quella della riflessione e degli impegni concreti in termini di cambio di linea nel governo del territorio, tutti dovremmo essere consapevoli che ci saranno altre tragedie e altri morti, come immediatamente dopo è accaduto nelle regioni del centro-sud.

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La rubrica di Giorgio Nebbia 

 

Fogne e depuratori

Dopo quarant’anni di passione ecologica e di sviluppo sostenibile, basta una pioggia più intensa per far esplodere i tombini nelle città perché le fogne sono insufficienti ad accoglierle. Ma anche dove le fogne esistono si continua ad assistere al flusso di acque maleodoranti che invadono i terreni o finiscono nel mare; pensiamo alle frequenti denunce che appaiono anche su questo giornale. All’origine di questi sgradevoli fenomeni sta il fatto che i paesi e le città sono cresciuti con sistemi fognari pensati per una popolazione e per “consumi” di acqua molto minori degli attuali.

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Il ciclo dell’acqua

Stiamo appena risanando alla meglio le ferite apportate al nostro paese da alcune settimane di tempeste fuori dell’ordinario, con terre allagate, case, campi e fabbriche invase dal fango, e dolori e disagi di migliaia di persone e danni monetari e morti. Fenomeni che ci hanno resi fratelli di milioni di altre persone colpite da tempeste e alluvioni, nel corso di questo 2013, in tante altre parti della Terra. Sono (abbastanza) note le cause di tali disastri per quanto riguarda i continenti: erosione del suolo dovuta a diboscamento e a colture intensive, mancanza di manutenzione dei fiumi e torrenti, costruzioni in luoghi non adatti di edifici, strade e ponti che hanno ostacolato lo scorrere naturale delle acque, eccetera.

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Il ritorno della gomma guayule

Ritorna, dopo oltre mezzo secolo, la gomma naturale ottenuta dal guayule, una pianta coltivabile in paesi dal clima temperato, come alternativa, anche ecologica, alla gomma naturale che si ottiene oggi quasi esclusivamente dagli alberi di Hevea brasiliensis, coltivati nei paesi a clima tropicale.

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La circolazione natura-merci-natura

I modi di produzione di merci e di servizi, anche quando si tratta di servizi apparentemente “immateriali”, hanno a che fare con beni fisici, materiali. A parte i servizi essenziali come cibo e acqua e indumenti, in cui gli oggetti sono indispensabili, il servizio “informazione” richiede reti elettriche di rame e macchinari di plastica e metallo o carta per libri e giornali; il servizio “trasporto” richiede autoveicoli, treni, carburante, elettricità; il servizio “illuminazione” richiede lampade e elettricità prodotta dai prodotti petroliferi o dal carbone o dal moto delle acque entro tubazioni di metallo e cemento; il servizio “salute” richiede edifici, strumenti di misura, letti, prodotti chimici; eccetera.

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La fame e il ruggito del mondo

Da quando è stato eletto Papa, Francesco ha parlato almeno tre volte dello scandalo e della violenza della fame nel mondo, un tema del resto trattato sempre anche da tutti i suoi predecessori. Ma nell’ultimo intervento, del 9 dicembre, il Papa ha ripetuto la parola “scandalo” per il miliardo di persone che ancora oggi soffrono la fame quando “il cibo a disposizione nel mondo basterebbe a sfamare tutti”. Ha poi continuato con parole ancora più dure: ha invitato le istituzioni e ciascuno di noi “a dare voce a tutte le persone che soffrono silenziosamente la fame, affinché questa voce diventi un ruggito in grado si scuotere il mondo”.

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Nutrire il pianeta: l’Expo 2015

L’Italia sta correndo a gambe levate verso l’Esposizione universale di Milano, l’Expo 2015, che aprirà i battenti fra poco più di quattrocento giorni e che si pensa attirerà a Milano e in Italia, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, molti milioni di persone e molti miliardi di euro. Il tema sarà: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” e sottintende che, fra l’altro, l’Italia presenterà al mondo i suoi successi nel campo dei prodotti alimentari, la principale fonte di esportazione ”di eccellenza”.

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Vladimir Vernadskij: un pioniere dell’ecologia

150 anni fa a San Pietroburgo, nella Russia zarista, nasceva Vladimir Vernadskij, una delle persone più significative nella storia dell’ecologia, un personaggio straordinario troppo poco conosciuto. Vernadskij, che aveva partecipato ai movimenti giovanili di protesta contro l’assolutismo degli Zar, dopo un periodo di studi in Germania, nel 1890 era diventato professore di geochimica, una giovane disciplina che studiava con strumenti chimici la composizione dei minerali.

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Materiali di approfondimento

 

Marcello Tanca – Il paesaggio come bene comune: alla ricerca delle buone pratiche

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Alvaro Garcìa Linera – Sinistre d’Europa e del mondo: cinque proposte

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Memoria

 

Giuseppina Ciuffreda – L’economia dell’impoverimento

Un paradosso contemporaneo è la convinzione di poter controllare la natura ma non i mercati. Si manipola un organismo che opera magistralmente da tre miliardi e mezzo di anni, ma si ritiene impossibile cambiare un tipo di economia creata dall’uomo stesso. L’economia che fa girare il mondo è infatti un’invenzione recente, coeva della Rivoluzione industriale. I mercati sono sempre esistiti ma non l’economia del laissez-faire, del lavoro salariato e dell’uso insostenibile della natura. Nella Grande trasformazione Polanyi definisce un atto di fede il mercato che si autoregola perché il lasciar fare da solo non approderebbe a nulla. Per affermarsi deve essere imposto, e lo fa con l’aiuto dello Stato.

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Pier Paolo Poggio – Democrazia e ambiente: una contraddizione “occidentale” 

Se si abbandona la retorica politica, ovvero un ottimismo antropologico duramente smentito dai fatti nel passato come nel presente, è giocoforza prendere atto che il rapporto tra democrazia e ambiente è irrisolto e altamente problematico. La forma politica democratica non garantisce affatto che la società si rapporti all’ambiente in termini non distruttivi e che la democrazia, in quanto tale, sia in grado di rispondere adeguatamente e positivamente alla crisi ecologica.

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Recensioni

 

Andrea Scanzi, Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina, Rizzoli 2013 (Antonello Crespi)

Domenico Moro, Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo,  Aliberti Editore 2013 (intervista all’Autore di Valentin Ipuche)

 

Video

Inferno atomico un servizio di Gianni Ruotolo

L’inferno nella Terra dei fuochi, tra Napoli e Caserta, con migliaia di ettari contaminati e con l’epidemia di tumori: terre dove in 20 anni sono state interrate 10 milioni di tonnellate di rifiuti tossici, 410mila camion che hanno fatto su e giù per l’Italia con il loro carico di morte, senza che nessuno li fermasse. Michele Santoro presenta lo speciale di Servizio pubblico più, “Inferno atomico” un reportage, realizzato da Sandro Ruotolo e Dina Lauricella e, a seguire, l’approfondimento in studio con i  protagonisti del racconto: il pentito del clan dei Casalesi, Carmine Schiavone, Roberto Mancini poliziotto ammalatosi di tumore e le mamme della terra dei fuochi che hanno mandato 150mila cartoline al Papa ed al Capo dello Stato Giorgio Napolitano per chiedere aiuto. All’interno del reportage Carmine Schiavone torna, dopo 20 anni a Casal di Principe, nei luoghi dove secondo lui sarebbero state interrate anche scorie nucleari.

 

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