Capitalismo Natura Socialismo - HOMEPAGE ECOLOGIA POLITICACNS - rivista telematica di politica e cultura
n. 3 - settembre-dicembre 1999, Anno IX, fasc. 27

EDITORIALE

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n. 3

ROTTAMAZIONE DELLE AUTO IN ARGENTINA
José Carlos Escudero
   
 

Dimmi dove aggiusti e ti dirò chi sei. Il governo argentino ha cercato di operare l'aggiustamento tagliando le spese nel campo dell'istruzione, ma la risposta della società gli ha fatto fare marcia indietro, e ora sta cercando di capire dove trovare il denaro che gli serve. Nonostante la povertà e la recessione crescenti, il governo sta gettando denaro nella rottamazione delle auto private e nella creazione di infrastrutture affinché le automobili possano circolare con più facilità. Una recente proposta governativa è quella di spendere 600 milioni di dollari in un'autopista che, nella capitale federale, collegherà gli accessi nord, est e sud. Con la stessa somma si sarebbero potuti costruire 400.000 modesti appartamenti, in cui avrebbero potuto vivere almeno due milioni di poveri.

Con il Plan Canje, tutta la società sarebbe chiamata a sovvenzionare (attraverso gli sgravi fiscali accordati alle imprese produttrici di automobili) quelli cambiano un'auto vecchia con una nuova, per un totale di 4.000 dollari per auto. Si spera che ciò riattivi il mercato dell'auto, le cui vendite si sono dimezzate nell'ultimo anno. Il governo e l'industria sostengono che ciò servirà a ridurre il tasso di disoccupazione, e ciò è vero, ma occorre anche notare che la fabbricazione delle auto è capital intensive rispetto ad altri settori come la sanità o l’edilizia o l’istruzione, e che a parità di investimenti, la quantità di posti di lavoro creati in questo settore è molto inferiore a quelli che si possono creare nella sanità, nell’edilia e nell'istruzione. Se il governo desidera ridurre la disoccupazione, perché non investe in questi settori, socialmente più utili?

E inoltre, l'auto è negativa in termini di salute ed ecologia. Nel mondo circolano 500 milioni di automobili, il 30% negli USA. Il quel paese esse consumano un quinto del totale dell'energia, e la metà di quella proveniente dal petrolio. L'inefficienza delle auto nel settore dei trasporti è ben nota: 1.900 calorie per passeggero/miglio, contro meno della metà nei bus e nei treni, 200 calorie se si va a piedi e 35 in bicicletta. La fabbricazione delle auto utilizza il 15% dell'acciaio, il 25% dell'alluminio, il 76% del piombo e il 67% del caucciù nordamericano...e ricordiamo che consumo equivale a inquinamento; le auto producono i 3/5 del monossido di carbonio, un terzo degli ossidi di azoto, un quarto del piombo, un quarto degli idrocarburi di origine umana e il 37% dell'inquinamento atmosferico degli USA.

Sul piano mondiale, l'automobile consuma il 14% del combustibile e produce il 13% dell'anidride carbonica totale. Le tendenze recenti aggravano l'inquinamento. i "van", i "pick-up" e i quattro per quattro - i nuovi modelli di auto che piacciono tanto ai seguaci di Menem - consumano il 25% di combustibile in più rispetto alle auto comuni; e l'aria condizionata sulle auto produce clorofluorocarburi che danneggiano l'azoto atmosferico. Nel 1960 negli USA solo il 5%° delle auto nuove aveva l'aria condizionata; nel 1992, ll 92%. L'automobilizzazione dell'America latina negli ultimi decenni ha portato a esempi gravi di inquinamento urbano a Città del Messico, Caracas e Santiago del Cile, e a un grande aumento dell'inquinamento nella città di Buenos Aires. L'auto è un bene privato che utilizza esclusivamente spazi pubblici, e ha una domanda elevata di spazio. Le strade usano sei volte più spazio delle ferrovie, e trasportano tre volte meno passeggeri. L'auto è costosa, e anche nei paesi più ricchi, alcuni dei quali hanno ridotto e talvolta smantellato il trasporto collettivo, i poveri non vi accedono facilmente: il 50% dei nordamericani poveri e il 35% della quinta parte più povera della popolazione canadese, non hanno nessuna auto.

L'auto provoca malattie. Indirettamente, attraverso l'inquinamento, e direttamente perché il tasso di incidenti è molto maggiore di quello dei treni e dei bus. Non occorre spiegarlo ai medici argentini, che si trovano nel luogo privilegiato di osservazione per vedere il gran numero di incidenti stradali negli ultimi anni, conseguenza di una automobilizzazione avanzata che procede parallelamente a una distribuzione del reddito più ingiusta e alla riduzione dei programmi sociali. Il nostro tasso di mortalità per indicenti stradali è salito dal 22 per mille nel 1992 al 28 per mille nel 1996.

Perché allora la società argentina sotto il regime di Menem sovvenziona le auto e non la sanità, l'istruzione e la sicurezza sociale, tanto compromesse dalla recessione che stiamo vivendo? La risposta è ovvia e politica: l'industria automobilistica mobilizza una capacità di pressione superiore a quella dei lavoratori della sanità, degli insegnanti, dei professori e dei pensionati; così almeno appare dal Plan Canje. Siamo certi che la riunione del gabinetto dei ministri durante la quale il piano è stato approvato, il ministro della sanità avrà debitamente criticato il Plan Canje, e avrà sostenuto che grazie alle sovvenzioni alle auto, si troveranno anche i soldi per i salari dei lavoratori della sanità, e una soluzione ai problemi sanitari di cui soffre il popolo argentino.

* Questo articolo, pur se è stato scritto prima delle recenti elezioni politiche in Argentina, mantiene a nostro parere tutta la sua pregnanza.

 

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