Capitalismo Natura Socialismo - HOMEPAGE ECOLOGIA POLITICACNS - rivista telematica di politica e cultura
n. 1 - aprile 2000, Anno X, fasc. 28

INDICE
n. 1

FORUM ROSSO-VERDE. LETTERA PROGRAMMATICA (MARZO 2000)

F. Giovenale, R. Musacchio, G. Nebbia, F. Russo

   
 

Cari amici e compagni,il 4 marzo, a Roma nella sala della Provincia in via IV Novembre 119/A, Palazzo Valentini, dalle 9 alle 14, si terrà il forum degli ambientalisti rosso-verdi, per rilanciare una cultura e una pratica sociale ecologiste, antiliberiste. In questi anni, in Italia e in Europa, si è affermato un ambientalismo istituzionalista, governativo, che ha fatto dell’ideologia dello ‘sviluppo sostenibile’ la propria guida. Questo ambientalismo ha accettato le regole dell’impresa e commisura le politiche ambientaliste con i parametri del mercato: è l’impresa a divenire il soggetto e sono i vincoli di mercato a definire l’ambito delle possibili scelte della politica ambientale. Questa politica ha fatto fallimento: il traffico, gli inquinamenti dell’aria, dell’acqua, dell’elettromagnetismo; i disastri del territorio (e le speculazioni e la corruzione intorno a essi anche durante i governi di centrosinistra), la cementificazione e le grandi opere (dal Mose allo Stretto di Messina, alle autostrade); l’agricoltura sottoposta alle scelte del profitto e agli aiuti comunitari incapace perciò di soddisfare un’alimentazione di qualità, minacciata dalle manipolazioni genetiche; una politica dei rifiuti che non li attacca a monte - nella fase di progettazione e produzione delle merci - e a valle, con la raccolta differenziata e il riciclaggio, tutto ciò dimostra che l’impresa e il mercato non possono risolvere i problemi dei beni pubblici ambientali, che richiedono una lotta per produzioni alternative alle merci dell’impresa capitalistica. La globalizzazione viene accettata come un destino ineluttabile da tutti i governi (di centrodestra e di centrosinistra) e dall’ambientalismo mercato-dipendente,: alle multinazionali e alle tecnocrazie internazionali viene affidato il compito di ‘sanare’ le ferite ambientali, ma nessun problema è stato avviato a soluzione perché l’impresa non vuole accollarsi i costi ambientali, che continuano a essere ‘esternalizzati’ a carico delle collettività.

Seattle, però, ha dimostrato che una coalizione arcobaleno è in movimento per non subire passivamente i processi di globalizzazione, e per rovesciare le politiche liberiste: si deve pensare e agire globalmente per tessere la rete del commercio equo e solidale, per fermare la desertificazione e per un uso non distruttivo delle risorse primarie - dall’acqua alle fonti energetiche -, per un’agricoltura ecocompatibile, per un’economia in generale che esalti le risorse e le dimensioni locali. L’ambientalismo è una ‘critica pratica’ della produzione di merci e dello sfruttamento degli esseri umani e della natura, e dei valori che ne sono alla base: la competizione e l’arricchimento, che portano a una logica di dominio e di guerra per controllare i flussi delle materie prime e degli scambi; è una critica della ‘ragione commerciale’ che ha provocato un allargamento delle differenze sociale nei singoli paesi e tra Sud e Nord del mondo. La pace tra tutti gli esseri viventi e con la natura è il valore fondante dell’ambientalismo. Questi motivi ci hanno spinto a convocare il forum e a diffondere un documento - sottoscritto da decine di ambientalisti - in cui esponiamo più ampiamente le nostre ragioni e le nostre proposte di azione. Ci rivolgiamo a quanti, nelle associazioni, comitati, movimenti, sentono l’urgenza di riqualificare l’ambientalismo, ridotto a merce di scambio sul mercato politico, come movimento critico e antagonista del mercato.

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