Capitalismo Natura Socialismo - HOMEPAGE ECOLOGIA POLITICACNS - rivista telematica di politica e cultura
n. 1 - aprile 2000, Anno X, fasc. 28

INDICE
n. 1

L'ECO-CERTIFICAZIONE NEL SISTEMA FORESTA-LEGNO

Claudio Zaccomer*

   
 

In tutti i settori della produzione e del consumo, negli ultimi anni, si estende sempre di più la richiesta di prodotti ecologici, cioè rispettosi dell'ambiente. Questo orientamento del mercato verso prodotti che garantiscano al consumatore l'utilizzo razionale delle risorse, fa sì che le performance ambientali e la sostenibilità si accingano a diventare fattori di competitività per le imprese sul mercato internazionale al pari di altri elementi come prezzo, design e qualità.

Infatti, la denominazione commerciale "ecologico" consente l'accesso a nicchie di mercato più ricche in cui i consumatori sono disposti a pagare prezzi più alti di quelli dei prodotti "convenzionali" (Zaccomer, 1999). In linea con questi sviluppi del mercato, a partire dai primi anni '90, si sono verificati importanti cambiamenti anche da punto di vista politico-istituzionale. Nel passato, infatti, l'autorità pubblica era intervenuta in campo ambientale con strumenti di tipo "comando e controllo" vale a dire con normative fondate sull'imposizione di standard, procedure di controllo, autorizzazioni e sanzioni (Trotta, 1996).

Questo tipo di misure, anche per la loro crescente complessità e l'eccessiva burocratizzazione, sono state affiancate ed in parte sostituite da una serie di nuovi strumenti di controllo ambientale, spesso di tipo negoziale e ad adesione volontaria. L'intento di questi nuovi strumenti è rendere operativo il principio della "sostenibilità dello sviluppo" stimolando le imprese ad un atteggiamento pro-attivo nel campo ambientale. L'aspetto fondamentale che ha caratterizzato il nostro paese per quanto riguarda il problema dell'ecocertificazione è l'assenza di aspri toni conflittuali, vista da alcuni come indice di un non eccessivo interesse al problema da parte di molti dei potenziali interessati.

Anche le produzioni forestali sono state condizionate da questa evoluzione del mercato: la creazione di ecolabel (Reg. 880/92) e soprattutto la certificazione dei sistemi di gestione forestale (ecocertificazione) sono gli strumenti che maggiormente hanno coinvolto gli operatori del settore (Pettenella e Cattoi, 1998). Per quanto riguarda gli aspetti economici è da rilevare che la domanda del mercato per i prodotti ecocertificati è ancora limitata anche a causa della scarsa informazione a riguardo. Questa ridotta domanda di legname certificato e (almeno finora) gli scarsi profitti aggiuntivi sono un disincentivo per molti produttori che, al momento della certificazione, vedono aumentare i costi ed i vincoli di produzione senza avere la certezza di ottenere prezzi migliori di mercato.

Fare delle previsioni sull'evoluzione di un mercato ancora caratterizzato da scarsa trasparenza e da inadeguati livelli di informazione al pubblico è sicuramente molto difficile: visto il continuo aumento dell’interesse nei confronti delle problematiche ambientali e l’attenzione crescente dei mass media alla salvaguardia del patrimonio naturale - oltre al rapido proliferare ed alla crescente influenza delle organizzazioni ambientaliste - è prevedibile una notevole espansione, anche nel breve periodo.

I più diffusi ed accreditati sistemi di certificazione forestale sono quelli messi a punto dal Forest Stewardship Council (FSC), dall'ISO (14001/04) e dal Pan-European Forest Certification (PEFC). Gli approcci che essi seguono nella determinazione delle norme per la certificazione sono due (Pettenella e Secco, 1997):

  • System-based approach, basato sul livello di organizzazione gestionale dell'azienda nella politica ambientale; la certificazione comprova il conseguimento di obiettivi che l'azienda stessa si era data senza riferimenti a pre-definiti standard di tutela ambientale;

  • Performance-based approach, basato sul livello di raggiungimento e/o rispetto di determinati criteri di gestione forestale sostenibile pre-definiti.

Il Forest Stewardship Council

Il FSC, organismo creato nel 1993 con sede in Messico, è un'organizzazione non governativa e senza fini di lucro, il cui scopo è quello di promuovere una gestione delle foreste che sia sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il FSC non certifica direttamente le operazioni forestali ma accredita enti specializzati di certificazione. Attualmente sono stati accreditati sei enti, uno dei quali in Italia, alcuni senza fini di lucro, altri enti commerciali. Lo scopo ultimo è l'armonizzazione ed il mutuo riconoscimento dei criteri e delle procedure di certificazione delle attività forestali.

Strumento fondamentale nel processo di armonizzazione impostato dal FSC è stata la definizione dei principi e criteri per la gestione delle foreste naturali e delle piantagioni (tab. 1), nonché delle linee guida per gli enti di certificazione.

Tab.1. Criteri definiti dal Forest Stewardship Council per la gestione forestale sostenibile

1. Rispetto delle norme Rispetto delle leggi in vigore e dei criteri FSC.
2. Proprietà e diritti d'uso Da definire, documentare e stabilire su basi legali.
3. Diritti degli indigeni Devono essere riconosciuti e tutelati.
4. Lavoratori e comunità locali La gestione forestale deve migliorare il benessere dei lavoratori e delle comunità locali.
5. Benefici derivanti Efficienza economica e benefici ambientali e sociali.
6. Impatti ambientali Conservare la diversità biologica, tutelare le risorse idriche ed i suoli, gli ecosistemi fragili, il paesaggio
7. Piano di gestione Un piano deve definire gli obiettivi a lungo termine e le modalità per raggiungerli
8. Monitoraggio Valutare le condizioni della foresta, le produzioni, i responsabili, gli impatti sociali ed ambientali
9. Foreste naturali Conservare le foreste e gli ambienti di maggior pregio e non sostituirli con piantagioni o altre forme d'uso
1O. Piantagioni Gestirle secondo i precedenti principi, complementari agli ecosistemi naturali e procurare benefici alle comunità locali

L'approccio seguito daI FSC, il performance-based approach, da sempre favorito dalle organizzazioni ambientaliste e dai consumatori ma inizialmente criticato dai soggetti istituzionali e dai rappresentanti delle industrie del legno i cui interessi sembravano solo marginalmente rappresentati, è ora più ampiamente accettato. Dove non esistono ancora standard nazionali, in via provvisoria è l'ente verificatore a adattare gli standard internazionali alla situazione locale.

Un altro aspetto della certificazione FSC è la "Catena di Custodia" (Chain of Custody) per cui devono essere certificati tutti i passaggi dalla foresta al prodotto finito in modo da rendere sempre rintracciabile la fonte del legname certificato: l’ecocertificazione segue il legname in tutta la filiera fino a contraddistinguere particolari linee produttive e marche commerciali dell’industria del mobile. Hanno ottenuto ad oggi la certificazione FSC circa 160 unità di gestione forestale in 30 paesi per un'estensione di 17 milioni di ettari; finora il fiore italiano all'occhiello è rappresentato dalla Magnifica Comunità di Fiemme, in provincia di Trento, che nel 1997 ha ottenuto la certificazione FSC tramite la SGS Oxford (Colletti, 1999).

I soggetti coinvolti sono molti e tutti importanti: i Ministeri dell'Ambiente, dell'Industria, del Lavoro, dell'Università e Ricerca Scientifica, per le Politiche Agricole, la FAO, l'Unione Europea, le Associazioni Ambientaliste, gli Assessorati Regionali, le Associazioni Industriali e dei Commercianti del legno, l'Università, gli Istituti di Ricerca, i Consorzi Forestali, ma anche imprese commerciali come B&Q, Collins Pine, Home Depot, IKEA o organismi come l'Internal Federation of Building and Wood Workers (Pettenella e Secco, 1997).

La certificazione FSC, prevedendo l'uso di un apposito marchio (ecolabel: fig.1) permette all'impresa di valorizzare sui mercati le proprie performance ambientali ed è quindi un buon strumento di green marketing. Il WWF, principale promotore dei sistemi FSC, ha recentemente promosso in vari paesi la costituzione di "Buyers Groups", gruppi di aziende che si sono impegnati alla produzione ed alla commercializzazione di materie prime e prodotti finiti marcati FSC (Lombardi, 1999).

Fig. 1.

L'ISO 14001/04

La certificazione della gestione aziendale si è affermata mediante le norme ISO 9000 con riferimento al concetto di "qualità totale" in tutte le fasi del processo produttivo e del sistema di gestione. La certificazione ambientale è una specificazione della certificazione di qualità: tiene conto delle esigenze di tutela dell'ambiente nei processi produttivi, commerciali e nelle attività di servizio. Le norme ISO 14001 e 14004, sviluppate dall'ISO per evitare la continua proliferazione di standard, possono essere applicate, a differenza del FSC e, come vedremo, del PEFC, nella certificazione di ogni tipo di impresa del settore primario, industriale e dei servizi.

L'approccio su cui si basa ISO 14001 è il System-based approach, basato sul principio del miglioramento continuo: questo approccio tende ad offrire vantaggi competitivi alle aziende più dinamiche, meglio organizzate e di maggiori dimensioni operative, ponendo in una posizione nettamente inferiore quelle aziende che, sebbene gestiscano le risorse naturali correttamente, incontrano forti difficoltà nell'utilizzare gli strumenti della certificazione. Questo tipo di approccio permette inoltre alle aziende di scegliere, sulla base delle proprie capacità, gli standard di performance ambientale da rispettare e costituisce una valida alternativa alle altre forme di certificazione (Pettenella e Secco, 1997).

Punto di forza dell'ISO è il fatto che è un approccio più noto alle imprese, perché utilizzato in altri aspetti dell'organizzazione oltre a quello ambientale (la gestione della qualità). Punto debole è invece la non grande visibilità sul mercato (soprattutto per le piccole imprese): limitandosi a valutare l'organizzazione della gestione ambientale, e non verificando l'effettiva prestazione della gestione sul campo, l'approccio ISO non prevede l'uso di un label, di un marchio ecologico. Le aziende certificate ISO 14001, previa adozione degli obiettivi da queste fissati, possono conseguire anche le altre attestazioni: in effetti, infatti, ISO e FSC, come ISO e PEFC, non sono alternativi ma complementari e varie imprese li adottano entrambi.

La Pan-European Forest Certification

Presentato ufficialmente nell'Aprile 1999, perciò di recente sviluppo e non ancora completamente operativo, tale sistema è nato a seguito dell'esigenza di molti piccoli proprietari forestali europei di disporre di un sistema di certificazione unico, flessibile ed adattabile alle varie situazioni locali e, comunque, in accordo con i principi di sostenibilità definiti nel corso dell'Helsinki process.

La Conferenza di Helsinki (Giugno 1994) ha, infatti, stabilito sei criteri pan-europei per la gestione forestale sostenibile:

  1. Mantenimento ed appropriato accrescimento delle risorse forestali e loro contribuzione al ciclo vitale del carbonio

  2. Mantenimento della salute e vitalità dell'ecosistema foresta

  3. Mantenimento e promozione delle funzioni produttive delle foreste

  4. Mantenimento, conservazione e appropriato accrescimento della diversità biologica negli ecosistemi forestali

  5. Mantenimento e appropriato accrescimento delle funzioni protettive nella gestione forestale (suolo e acqua)

  6. Mantenimento delle altre funzioni e condizioni socioeconomiche.

La principale critica dei promotori della PEFC ai sistemi di certificazione già esistenti è che essi mal si adattano alle piccole proprietà forestali, sia in termini di dimensioni richieste alle aziende che in ordine di costi per la certificazione. Il PEFC dovrebbe superare tale problema creando un sistema comune europeo entro cui è possibile realizzare le azioni a livello nazionale, come gli eventuali sistemi di certificazione nazionali (Colletti, 1999). Il sistema configura un quadro di riferimento comune ("ad ombrello") per lo sviluppo, su base volontaria, di schemi di certificazione a livello locale e stabilisce meccanismi per il mutuo riconoscimento degli stessi ed il conseguente uso di un marchio commerciale collettivo e di un logo (le cui regole per il rilascio non sono ancora state definite) come strumenti di comunicazione e marketing.

L'iniziativa registra resistenze soprattutto da parte di alcune organizzazioni ambientaliste internazionali che non ci vedono sufficienti garanzie per un reale miglioramento sostanziale della gestione forestale. Questo soprattutto perché gli stessi organismi promotori potrebbero rientrare sia fra gli organi che attuano la gestione forestale che fra quelli che ne dovrebbero verificare la sostenibilità, creando una sovrapposizione di interessi che rischia di compromettere l'intera credibilità del sistema (Colletti, 1999).

Conclusioni

A tutt'oggi, purtroppo, dobbiamo registrare che non esiste un sistema di certificazione delle forme di gestione forestale sostenibile universalmente accettato e riconosciuto come tale. La gamma di reazioni che si registra tra gli organismi coinvolti va dall'appoggio entusiastico verso un sistema di certificazione fino ad atteggiamenti di prudenza, di attesa o di disinteresse, oppure addirittura di aperta ostilità.

Ciò è sicuramente dovuto alla complessità del contesto forestale italiano dove prevalgono imprese e proprietà forestali di piccole dimensioni e scarsamente abituate a adottare le moderne tecniche di valorizzazione commerciale del legname (Pettenella e Secco, 1997). Anche lo scarso livello di informazione del consumatore può ingenerare confusione nei potenziali acquirenti ritardando o limitando la nascita di un mercato composto da soggetti particolarmente sensibili alle tematiche ambientali e disposti a pagare un premium ambientale per acquistare prodotti ecocertificati.

Produrre legname in modo sostenibile è sicuramente molto più costoso che abbattere in modo indiscriminato intere foreste ma, come abbiamo visto, il mercato è pronto a premiare chi, certificandolo, si attiene nella coltivazione di un bosco ai principi dello sviluppo sostenibile; c'è pertanto la possibilità concreta di gestire correttamente il patrimonio forestale e nel contempo garantire benefici ambientali, sociali ed economici. Questa è probabilmente l'unica strada da seguire se non vogliamo lasciare in eredità alle future generazioni un pianeta agonizzante.

* Claudio Zaccomer è laureato in Econonomia con indirizzo ambientale alla Università di Udine, con una tesi citata in bibliografia dalla quale è tratto il presente articolo.

Bibliografia

COLLETTI L. (1999), Il dibattito internazionale sulla certificazione forestale, in "Linea Ecologica", n. 3, pp. 24- 28.

LOMBARDI P. (1999), Lo Standard Forest Stewardship Council, intervento al convegno "Indicatori di gestione forestale sostenibile e sistemi di certificazione nel sistema foresta-legno", 18 Novembre 1999, Milano.

MARTELLI G. (1999), Lo standard ISO 14001-4 nella certificazione dell'industria del legno, intervento al convegno "Indicatori di gestione forestale sostenibile e sistemi di certificazione nel sistema foresta-legno", 18 Novembre 1999, Milano.

PETTENELLA D. e CATTOI S. (1998), L'ecocertificazione della Magnifica Comunità di Fiemme, in "Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi", n. 32 Marzo.

PETTENELLA D. e SECCO L. (1997), La certificazione dei sistemi di gestione ambientale: i problemi dell'applicazione del concetto di sostenibilità al settore forestale, in "Biologi Italiani", n. 11, anno XXVII, pp. 20-24.

TROTTA P. (1996), L'approccio industriale all'audit ambientale, Fondazione Lanza, Franco Angeli, Milano.

ZACCOMER C. (1999), La contabilità ambientale delle risorse rinnovabili: la Foresta Regionale di Fusine in Valromana, Tesi di Laurea in Economia e Commercio, Università degli studi di Udine.

ZANUTTINI R. e BRUN F. (1999), Il sistema di certificazione forestale PEFC (Pan-European Forest Certification), intervento al convegno "Indicatori di gestione forestale sostenibile e sistemi di certificazione nel sistema foresta-legno", 18 Novembre 1999, Milano.

RIASSUNTO

Il presente lavoro rappresenta una breve panoramica sui sistemi di ecocertificazione nella filiera foresta-legno, un argomento di grande attualità e, proprio per questo, fertile terreno di discussioni e dibattiti. Da un lato, infatti, i vari sistemi possono rappresentare una grossa opportunità al miglioramento della gestione dei boschi ottenendo anche buoni risultati di carattere economico, dall'altro si registra ancora poca chiarezza su come tali sistemi debbano essere pubblicizzati ed applicati in un contesto assai complesso qual è quello italiano.

SUMMARY

This paper depicts a brief description about the environmental certification systems of the forestry management, an iussue of great topicality and, exactly for this, source of discussions and debates. The various systems could represent a valid opportunity to improve the forest management yelding in the same time economic results, but a lack of clearness about the way to spread and implement them still exists, for example in such a complex forest situation as the italian one.

INDICE
n. 1